Mi presentoAdoro la natura, i cavalli e soprattutto l'arte e la storia che sono tra le cose che studio all'università
Adoro viaggiare, non mi spaventa stare lontano molto tempo da casa
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Adoro viaggiare, non mi spaventa stare lontano molto tempo da casa
Partner perfettoQuello sincero
Rockettaro/metallaro, capelli lunghi e un po' stronzetto.. e se sei Andrea, capelli biondi, che ho visto suonare al locale "stazione birra" di Morena con la tribute band degli europe.. allora prendimi sono tua ;P
Barbara
il:
10-06-2008 10:09
Un visivo. Tale fu Dino Campana, e come anima pura che sia realmente tale in un mondo di artifizi e costruzioni palliative dell'età dell'oro ormai perduta, egli fu bandito dalla società dei sani e costretto a fare tappa in ospedali, manicomi, case di cura, ovunque non potesse interferire con i meccanicismi della società. Uomini del primo novecento erano simili a quelli descritti nel mito della caverna di platoniana memoria, sopravviventi nella credenza che le proprie esperienze sensoriali fossero specchio autentico della realtà, tuttavia spettatori inconsapevoli di ombre del reale e del vero. Dino Campana non fuggì dalla caverna dell'epoca per scoprire il mondo, egli nacque già nel mondo, lo vide, lo visse, lo sentì e volle portarlo nell'antro della costruzione scenografica di una società costruita a misura di essere sociale, non di uomo. E come prevedibile laddove si presenti chi vede in modo diverso da tutti, fu amato e stimato e compreso solo dagli artisti che come lui condi