cielo86

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Titolo nuovo diario06-01-2010 23:36
Nero, vedo tutto nero... 5 anni di bugie, e io che non sono capace di risalire a...leggi tutto
Titolo nuovo diario10-12-2009 18:56
, il fatto è che non va nulla per verso giusto... mi manca qualcosa, so a...leggi tutto
Finita la pacchia27-08-2008 19:43
   tornata dallo scavo completamente distrutta, abbronzatura da murato...leggi tutto

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Barbara - Cielo86


Nascondi commenti Il muro

  • Barbara il: 10-06-2008 10:09 Un visivo. Tale fu Dino Campana, e come anima pura che sia realmente tale in un mondo di artifizi e costruzioni palliative dell'età dell'oro ormai perduta, egli fu bandito dalla società dei sani e costretto a fare tappa in ospedali, manicomi, case di cura, ovunque non potesse interferire con i meccanicismi della società. Uomini del primo novecento erano simili a quelli descritti nel mito della caverna di platoniana memoria, sopravviventi nella credenza che le proprie esperienze sensoriali fossero specchio autentico della realtà, tuttavia spettatori inconsapevoli di ombre del reale e del vero. Dino Campana non fuggì dalla caverna dell'epoca per scoprire il mondo, egli nacque già nel mondo, lo vide, lo visse, lo sentì e volle portarlo nell'antro della costruzione scenografica di una società costruita a misura di essere sociale, non di uomo. E come prevedibile laddove si presenti chi vede in modo diverso da tutti, fu amato e stimato e compreso solo dagli artisti che come lui condi

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